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Codice Etico

CODICE ETICO DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI RONCIGLIONE
(adottato dal Consiglio di Amministrazione del 12 settembre 2008)

Introduzione
Con il presente Codice Etico aziendale (di seguito il “Codice Etico”), la Banca di Credito Cooperativo di Ronciglione (di seguito denominata “Banca”) intende formalmente adottare principi di legittimità, congruità, trasparenza e verificabilità cui improntare la propria condotta. Tale impegno è diretto a determinare importanti riflessi sul piano della reputazione aziendale, ossia dell’attitudine ad essere pubblicamente riconosciuti come impresa responsabile ed affidabile, che la Banca considera un valore determinante per il proprio successo e per la promozione della propria immagine.

Ambito di applicazione
Il Codice Etico è vincolante, senza eccezione alcuna, per tutti gli esponenti aziendali (amministratori, sindaci, direttori generali, dirigenti ed altri dipendenti) e collaboratori esterni (consulenti, revisori, intermediari, agenti, ecc.) della Banca, che costituiscono, quindi, i destinatari del presente Codice Etico.
La Banca richiede anche ai principali fornitori, appaltatori, subappaltatori, partner d’affari, nonché a tutti coloro che, direttamente o indirettamente intrattengono rapporti di qualsiasi genere con essa, una condotta in linea con i principi contenuti nel presente Codice Etico.

Missione e Carta dei Valori del Credito Cooperativo

La Banca si ispira nella propria attività imprenditoriale ai principi contenuti nella “Carta dei Valori” nonché ai principi di “Cooperazione, Mutualità e Localismo” che de sempre caratterizzato le politiche aziendali. La Carta dei valori è il “patto” che lega il Credito Cooperativo alle comunità locali. Definisce le regole di comportamento, i principi cardine e gli impegni delle BCC-CR nei confronti dei Soci, dei Clienti, dei Collaboratori. Tali principi sono:
  1. Primato e centralità della persona – Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all’attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano – costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori – per valorizzarlo stabilmente.
  2. L’impegno – l’impegno del Credito Cooperativo si concentra, in particolare, nel soddisfare i bisogni finanziari dei soci e dei clienti, ricercando il miglioramento continuo della qualità e della convenienza dei prodotti e dei servizi offerti. Obiettivo del Credito Cooperativo è produrre utilità e vantaggi, è creare valore economico, sociale e culturale a beneficio dei soci e della comunità locale e “fabbricare” fiducia. Lo stile di servizio, la buona conoscenza del territorio, l’eccellenza nella relazione con i soci e clienti, l’approccio solidale, la cura della professionalità costituiscono lo stimolo costante per chi amministra le aziende del Credito Cooperativo e per che vi presta la propria attività professionale.
  3. Autonomia – L’autonomia è uno dei principi fondamentali del Credito Cooperativo. Tale principio è vitale e fecondo solo se coordinato, collegato e integrato nel “sistema” del Credito Cooperativo.
  4. Promozione della partecipazione – Il Credito Cooperativo promuove la partecipazione al proprio interno e in particolare quella dei soci alla vita della cooperativa. Il Credito Cooperativo favorisce la partecipazione degli operatori locali alla vita economica, privilegiando le famiglie e le piccole imprese; promuove l’accesso al credito, contribuisce alla parificazione delle opportunità.
  5. Cooperazione – lo stile cooperativo è il segreto del successo. L’unione delle forze, il lavoro di gruppo, la condivisione leale degli obiettivi sono il futuro della cooperazione di credito. La cooperazione tra le banche cooperative attraverso le strutture locali, regionali, nazionali e internazionali è condizione per conservarne l’autonomia e migliorarne il servizio a soci e clienti.
  6. Utilità, servizio e benefici – Il Credito Cooperativo non ha scopo di lucro. Il conseguimento di un equo risultato, e non la distribuzione del profitto, è la meta che guida la gestione del Credito Cooperativo. Il risultato utile della gestione è strumento per perpetuare la promozione del benessere dei soci e del territorio di riferimento, al servizio dei quali si pone il Credito Cooperativo. Esso è altresì testimonianza di capacità imprenditoriale e misura dell’efficienza organizzativa, nonché condizione indispensabile per l’autofinanziamento e lo sviluppo della singola banca cooperativa.
    Il Credito Cooperativo continuerà a destinare tale utile al rafforzamento delle riserve – in misura almeno pari a quella indicata dalla legge – e ad altre attività di utilità sociale condivise dai soci. Il patrimonio accumulato è un bene prezioso da preservare e da difendere nel rispetto dei fondatori e nell’interesse delle generazioni future. I soci del Credito Cooperativo possono, con le modalità più opportune, ottenere benefici in proporzione all’attività finanziaria singolarmente svolta con la propria banca cooperativa.
  7. Promozione dello sviluppo locale – Il Credito Cooperativo è legato alla comunità locale che lo esprime da un’alleanza durevole per lo sviluppo. Attraverso la propria attività creditizia e mediante la destinazione annuale di una parte degli utili della gestione promuove il benessere della comunità locale, il suo sviluppo economico, sociale e culturale. Il Credito Cooperativo esplica un’attività imprenditoriale “a responsabilità sociale”, non soltanto finanziaria, ed al servizio dell’economia civile.
  8. Formazione permanente – Il Credito Cooperativo si impegna a favorire la crescita delle competenze e della professionalità degli amministratori, dirigenti, collaboratori e la crescita e la diffusione della cultura economica, sociale, civile nei soci e nelle comunità locali.
  9. Soci – I soci del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a contribuire allo sviluppo della banca lavorando intensamente con essa, promovendone lo spirito e l’adesione presso la comunità locale e dando chiaro esempio di controllo democratico, eguaglianza di diritti, equità e solidarietà tra i componenti la base sociale. Fedeli allo spirito dei fondatori, i soci credono ed aderiscono ad un codice etico fondato sull’onestà la trasparenza, la responsabilità sociale, l’altruismo.
  10. Amministratori – Gli amministratori del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a partecipare alle decisioni in coscienza ed autonomia, a creare valore economico e sociale per i soci e la comunità, a dedicare il tempo necessario a tale incarico, a curare personalmente la propria qualificazione professionale e formazione permanente.
  11. Dipendenti – I dipendenti del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a coltivare la propria capacità di relazione orientata al riconoscimento della singolarità della persona e a dedicare intelligenza, impegno qualificato, tempo alla formazione permanente e spirito cooperativo al raggiungimento degli obiettivi economici e sociali della banca per la quale lavorano.
Capitolo I

Principi generali

  1. La Banca si conforma nella condotta delle proprie attività ai principi di onestà, trasparenza, correttezza e buona fede rispetto ai clienti, agli esponenti aziendali, ai collaboratori esterni, agli azionisti, ai partner commerciali e finanziari, nonché nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e degli altri soggetti od Enti con i quali entra in contatto nello svolgimento delle proprie attività.
  2. I rapporti con i terzi (clienti, fornitori, collaboratori esterni, partner, competitori, mezzi di comunicazione, mercato) devono essere improntati a lealtà e correttezza. Sono proibiti comportamenti collusivi, pratiche di corruzione, favori, pressioni e sollecitazioni verso terzi, al fine di ottenere vantaggi personali e/o di carriera per sé o altri.
  3. Gli esponenti aziendali ed i collaboratori esterni costituiscono un fattore imprescindibile per l’esistenza, lo sviluppo ed il successo della Banca.
    La professionalità e la dedizione dei dipendenti sono valori fondamentali per il perseguimento degli obiettivi aziendali.
    Per questo motivo la Banca è impegnata a sviluppare le competenze ed a stimolare le capacità e le potenzialità dei propri dipendenti, anche con riferimento al rispetto della legalità.
    La Banca offre pari opportunità di lavoro a tutti i dipendenti sulla base delle specifiche qualifiche professionali e capacità di rendimento, senza alcuna discriminazione, garantendo, altresì, condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale e delle convinzioni ed opinioni personali di ciascuno.
  4. Gli amministratori, i dipendenti e tutti i collaboratori esterni della Banca, quali destinatari del presente Codice Etico, sono tenuti ad attenersi ai principi nello stesso contenuti, e ad osservare le leggi, i regolamenti, le procedure aziendali, e le disposizioni interne.
    In nessun caso il perseguimento dell’interesse della Banca può giustificare una condotta in violazione e/o in difformità di tali disposizioni e procedure.
  5. Tutti coloro (fornitori, prestatori di servizi, consulenti, ecc.) che a vario titolo collaborano con la Banca sono tenuti ad osservare le norme del presente Codice Etico in quanto loro applicabili.
    Gli accordi con i collaboratori esterni (che includeranno l’impegno degli stessi a non effettuare pagamenti impropri) dovranno espressamente prevedere l’osservanza del Codice Etico e dovranno essere sottoscritti prima dell’inizio dell’attività.
  6. I Regolamenti e le procedure interne adottate dalla Banca per lo svolgimento delle attività in genere ed, in particolare, di quelle attività alle quali si fa riferimento nei successivi capitoli, devono conformarsi ai principi ed alle regole contenuti nel presente Codice Etico.
Capitolo II

Etica nella gestione degli affari
  1. La Banca nei rapporti di affari si ispira ai principi di lealtà, correttezza, trasparenza ed efficienza.
    Tutte le azioni, operazioni e transazioni poste in essere nell’interesse o a vantaggio della Banca devono essere ispirate alla legittimità sotto l’aspetto sia formale che sostanziale ed alla chiarezza e verità nei riscontri contabili, secondo le norme vigenti e le procedure stabilite, e devono essere assoggettabili a verifica da parte degli organi interni di controllo.
  2. Gli amministratori, i dipendenti ed i collaboratori esterni devono astenersi dal fare o promettere a terzi, in qualunque caso e pur se soggetti a illecite pressioni, dazioni di somme di denaro o altre utilità in qualunque forma e modo, anche indiretto, per promuovere o favorire interessi della Banca; omaggi, regali, ospitalità, o altri benefici non possono essere accettati od offerti nei rapporti con i terzi, salvo che siano di modico valore, ascrivibili unicamente ad atti di cortesia nell’ambito di corretti rapporti commerciali e, comunque, conformi alle procedure aziendali esistenti ed alle norme vigenti.
  3. L’amministratore, il dipendente o il collaboratore esterno che, nell’espletamento od a causa della propria attività, riceva omaggi o altra forma di benefici non consentiti, dovrà assumere ogni opportuna iniziativa al fine di rifiutare detti omaggi o benefici ed informarne immediatamente il proprio superiore e l’Organismo di controllo di cui al D. Lgs. 231/01.
  4. L’amministratore, il dipendente od il collaboratore esterno che, nell’espletamento della propria attività, sempre attinente all’oggetto sociale ed in sintonia con le politiche aziendali, venga a trovarsi in situazioni che possano, o ritenga che possano essere, rilevanti ai fini dei principi espressi nel presente capitolo, ne deve informare immediatamente e rispettivamente il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Collegio Sindacale, il proprio superiore/referente o l’Organismo di controllo di cui al D. Lgs. 231/01.
  5. L’attività di sviluppo commerciale deve svolgersi nel rispetto di corretti principi economici, nel regolare contesto di mercato, ed in leale competizione con i concorrenti, nel pieno rispetto delle norme di legge e regolamentari applicabili.
  6. I rapporti con la committenza, pubblica e privata, devono essere improntati a senso di responsabilità e spirito di trasparenza e di collaborazione. Non devono essere avanzate pretese nei confronti della committenza se non siano ritenute legittime.
  7. Le attività di sponsorizzazione, che possono riguardare i temi della cultura, del sociale, dell’ambiente, dello sport, dello spettacolo e dell’arte, sono destinate solo a eventi o ad organismi che offrano garanzie di qualità e serietà, e nei cui confronti possa escludersi ogni connivenza o condizionamento idonei ad alterare l’attività della banca o pregiudicare il rispetto del presente Codice Etico.

Capitolo III

Obblighi di informazione

  1. Qualora l’amministratore, il dipendente o il collaboratore esterno venga a conoscenza di situazioni illegali o contrarie ai principi espressi dal presente Codice Etico, che, direttamente o indirettamente, vadano a vantaggio della Banca o siano commesse nell’interesse della stessa, deve immediatamente informare rispettivamente il Presidente del Consiglio di Amministrazione e il Presidente del Collegio Sindacale, il proprio superiore/referente e, comunque, l’Organismo di controllo di cui al D. Lgs. 231/01, con esonero dal vincolo di osservanza dell’ordine gerarchico precostituito.
  2. Le segnalazioni ricevute devono essere esaminate senza ritardo e trattate garantendo, in ogni caso, l’anonimato del segnalante.
  3. La Banca può assoggettare a sanzione la mancata osservanza del dovere d’informazione in esame.
  4. I rapporti tra i dipendenti, a tutti i livelli, devono essere improntati alla correttezza, alla collaborazione, alla lealtà ed al reciproco rispetto. Pertanto, è sanzionabile l’abuso del dovere di informazione disciplinato dal presente capitolo a scopo di ritorsione o meramente emulativo.
Capitolo IV
Abuso di potere
  1. Nei rapporti gerarchici, o comunque implicanti soggezione o disparità di posizioni, l’autorità deve essere esercitata con equità, rispetto e moderazione, evitando ogni abuso.
  2. In particolare, va evitato qualsiasi esercizio del potere lesivo della dignità di dipendenti e collaboratori, e le scelte di organizzazione del lavoro devono sempre salvaguardare il valore dei singoli apporti.

Capitolo V
Rapporti con la Pubblica Amministrazione

  1. Ai fini del presente Codice Etico, per Pubblica Amministrazione si deve intendere qualsiasi amministrazione dello Stato, di enti pubblici locali o sovranazionali, nonché qualsiasi ente pubblico, agenzia o autorità amministrativa indipendente e relative articolazioni, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica che agisca in qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.
  2. Sempre ai sensi del presente Codice Etico, nella definizione di Ente Pubblico sono compresi tutti quei soggetti giuridici, anche se costituiti nelle forme del codice civile, che, per ragioni preminenti di ordine politico-economico, adempiono ad una funzione pubblicistica posta a presidio della tutela di interessi generali, come gli enti gestori dei mercati regolamentati.
  3. E’ fatto obbligo agli amministratori, ai dipendenti ed ai collaboratori esterni di tenere comportamenti trasparenti e coerenti con le disposizioni, anche contrattuali, che regolano i rapporti della Banca con la Pubblica Amministrazione, e di astenersi dal porre in essere comportamenti che possano integrare i reati di corruzione, concussione, truffa in danno dello Stato o altro ente pubblico, indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico.
  4. Sono tassativamente vietati pagamenti o compensi, sotto qualsiasi forma, offerti, promessi o fatti direttamente o per il tramite di una persona fisica o giuridica per indurre, facilitare o remunerare il compimento di un atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio della Pubblica Amministrazione, anche se relativo ad un contenzioso giudiziale od extragiudiziale. Sono altresì tassativamente vietate le medesime condotte poste in essere da amministratori, dipendenti o collaboratori esterni per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo.
  5. Qualora un amministratore, dipendente o collaboratore esterno della Banca riceva richieste esplicite o implicite di benefici di qualsiasi natura da parte della Pubblica Amministrazione, ovvero da parte di persone fisiche o giuridiche che agiscono alle dipendenze o per conto della stessa Pubblica Amministrazione, deve immediatamente sospendere ogni rapporto e informare rispettivamente il Presidente del Consiglio di Amministrazione e il Presidente del Collegio Sindacale, il proprio superiore/referente e, comunque, l’Organismo di controllo di cui al D. Lgs. 231/01

  6. Le disposizioni indicate negli articoli precedenti non si applicano alle spese di rappresentanza, ordinarie e ragionevoli o agli omaggi di modico valore, che corrispondano alle normali consuetudini nelle relazioni con i soggetti indicati agli artt. 1 e 2 del presente Capitolo e sempre che non violino disposizioni di legge.
Capitolo VI
Altre regole di condotta

  1. Tutti i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Banca devono rispettare le norme di legge ed i regolamenti riguardanti la fabbricazione, la movimentazione e la spendita di denaro, valori bollati, titoli di qualsiasi natura e carte filigranate.
  2. Tutti i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Banca, ivi compresi i consulenti esterni, devono rispettare gli obblighi concernenti la tutela della collettività dai fenomeni di terrorismo, eversione dell’ordine democratico e riciclaggio; prestando particolare attenzione a quelli relativi alla comunicazione per la repressione e il contrasto, anche a livello internazionale, del finanziamento del terrorismo e dell’eversione dell’ordine democratico.
  3. Tutti i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Banca devono astenersi dal porre in essere operazioni di finanziamento e/o investimento finalizzati da parte del cliente alla fabbricazione e/o commercializzazione di armamenti.
  4. Tutti i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Banca devono rispettare scrupolosamente le norme di legge ed i regolamenti aziendali finalizzati alla prevenzione degli illeciti di agiottaggio, abuso di informazione privilegiata, manipolazione di mercato.
  5. Tutti i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Banca devono esercitare la propria attività nel pieno rispetto, formale e sostanziale, della vigente normativa antiriciclaggio e delle disposizioni emanate dalle competenti Autorità, a tal fine impegnandosi a rifiutare di porre in essere operazioni sospette sotto il profilo della correttezza e della trasparenza.
La Banca, pertanto:
  • verifica in via preventiva le informazioni disponibili sulle controparti commerciali, fornitori, partner e consulenti, al fine di appurare la loro rispettabilità e la legittimità della loro attività prima di instaurare con questi rapporti d’affari;
  • opera in maniera tale da evitare qualsiasi implicazione in operazioni idonee, anche potenzialmente, a favorire il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite o criminali, agendo nel pieno rispetto della normativa antiriciclaggio primaria e secondaria e delle procedure interne di controllo.
Capitolo VII
Amministrazione societaria – Utilizzo di informazioni

  1. Tutti gli amministratori, i dipendenti, i collaboratori esterni, i sindaci ed i liquidatori devono attenersi scrupolosamente agli obblighi loro imposti dalla Legge e dai regolamenti e, ciascuno per la propria posizione, osservano le disposizioni particolari di cui al presente capitolo.
  2. Tutti gli amministratori, i dipendenti ed i collaboratori esterni, a qualsiasi titolo coinvolti nelle attività di formazione del bilancio, devono tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e regolamentari e delle procedure aziendali, al fine di fornire ai soci ed ai terzi un’informazione veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca.
  3. Tutti gli organi amministrativi e aziendali competenti devono prestare la massima collaborazione a tutti gli organismi di controllo, che legittimamente chiedano loro informazioni e documentazione circa l’attività della Banca.
  4. Gli amministratori, i direttori generali e i liquidatori devono astenersi al di fuori dei casi previsti dalla Legge e/o dalla normativa interna, dal porre in essere operazioni in conflitto d’interesse con la Banca, ovvero con altra società collegate e/o partecipate dalla banca.
    Gli stessi soggetti devono inoltre astenersi dal porre in essere operazioni in pregiudizio dei creditori.
  5. Tutte le informazioni che non siano di pubblico dominio relative alla Banca alle proprie attività o affari, delle quali un amministratore, un dipendente, un collaboratore esterno, un sindaco od un liquidatore sia a conoscenza in ragione delle proprie funzioni o comunque del rapporto di lavoro, devono considerarsi riservate ed essere utilizzate solo per lo svolgimento della propria attività lavorativa.
  6. Gli amministratori i dipendenti, i collaboratori esterni, i sindaci ed i liquidatori devono adottare ogni cura per evitare la indebita diffusione di tali informazioni.
  7. Gli amministratori, i dipendenti, i collaboratori esterni, i sindaci ed i liquidatori devono improntare il proprio comportamento alla massima riservatezza anche al di fuori dell’orario di lavoro, al fine di salvaguardare il know-how della Banca, nonché la sua immagine e reputazione, in tutti i settori di attività.
  8. Le comunicazioni e le informazioni comunque dirette al pubblico, in qualunque forma effettuate, devono essere riservate alle funzioni a ciò espressamente preposte. Esse devono essere improntate ai principi di chiarezza, completezza e veridicità.
Capitolo VIII
Sanzioni

  1. Il mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice Etico è considerato dalla Banca quale violazione del vincolo fiduciario ad ogni effetto di Legge e di contrattazione collettiva e/o individuale di lavoro.
Capitolo IX
Diffusione del Codice Etico

  1. La Banca si impegna a far conoscere il presente Codice Etico a tutti i destinatari. A tal fine, ciascun amministratore e/o dipendente dovrà firmare una specifica dichiarazione nella quale confermerà l’avvenuta presa di conoscenza dello stesso. Anche ciascun collaboratore esterno o fornitore dovrà firmare una dichiarazione contenente, oltre alla conferma della avvenuta presa di conoscenza dei contenuti dello stesso, anche l’impegno ad uniformarsi alle prescrizioni in esso contenute.
  2. Il presente Codice Etico è adottato dalla Banca con decorrenza a partire dal sessantesimo giorno successivo all’approvazione da parte degli Organi Competenti.
  3. La Banca si impegna a diffondere il presente Codice Etico tra tutti i soggetti, direttamente o indirettamente, interessati.