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I fondi comuni d’investimento rappresentano per
l’azienda una modalità di investimento interessante per la semplicità
operativa che offrono e per il trattamento tributario a cui sono
sottoposti.
Per la gestione della liquidità aziendale, i fondi comuni presentano
alcuni importanti punti di forza, tra i quali:
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la chiarezo dell’investimento. Infatti, con
l’applicazione di tale credito è possibile avere un risparmio di imposta
pari allo 0,62% delle plusvalenze realizzate;
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il non assoggettamento all’IRAP delle plusvalenze
ottenute dal rimborso di quote di fondi comuni;
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una valutazione civilistica di bilancio che consente
una semplificazione amministrativa e contabile:
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l’investimento in quote è valutato in bilancio al
costo storico di acquisto. In questo modo è possibile rilevare le
plusvalenze esclusivamente nell’esercizio in cui vengono realizzate
attraverso il rimborso delle quote, intervenendo così sul risultato di
esercizio. Nel caso in cui il valore delle quote a fine anno risulti
durevolmente* inferiore al costo storico di acquisto, le quote stesse
devono essere svalutate dando origine ad una minusvalenza deducibile;
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l’esclusione dall’Iva: a differenza di tutti gli altri
titoli oggetto di investimento, il rimborso di quote dei fondi comuni di
investimento non rientra nel campo di applicazione del l’Iva, trattandosi
di mera cessione di denaro.
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